Home In evidenzaLEONARDO: NO ALLA SVENDITA DELLA BU AEROSTRUTTURE

LEONARDO: NO ALLA SVENDITA DELLA BU AEROSTRUTTURE

by Fiom Taranto

Il futuro dell’aeronautica civile affidata ad un fondo saudita? Il governo Meloni intervenga per evitare l’ennesima dismissione di un asset strategico.

Le dichiarazioni dell’amministratore delegato pro tempore di Leonardo, sul futuro della Business Unit Aerostrutture, sono gravi e pericolose per il futuro di un settore strategico per il nostro Paese.

Ancora una volta assistiamo ad una dismissione della manifattura italiana che senza un chiaro indirizzo di politiche industriali, nonostante sia controllata dal Ministero dell’Economia e che dovrebbe esercitare un ruolo di guida, continua a trattare con un fondo d’investimento per cedere un asset industriale dell’aeronautica civile.

Infatti, nella giornata di ieri, l’AD pro tempore di Leonardo Roberto Cingolani, presentando agli analisti i conti 2025, ha confermato che Leonardo è vicina a completare l’intesa con il nuovo partner per la Business Unit Aerostrutture, il fondo sovrano saudita PIF, con l’obiettivo di firmare il memorandum entro il prossimo mese di giugno.

L’AD ha anche dichiarato testualmente che “all’inizio la società sarà 50-50 e questo è molto importante per la fiducia dei clienti dell’unità, clienti importanti come Airbus e Boeing”, aggiungendo anche che, nel tempo, Leonardo sarebbe pronta a cedere parte del proprio controllo, con le tempistiche che dipenderanno dai risultati raggiunti.

Inoltre, nella comunicazione agli analisti è stato aggiunto che il progetto includerà nuovi posti di lavoro, un portafoglio prodotti più ampio, ma soprattutto che sembra prevedere un nuovo stabilimento nel Paese del partner saudita, trasferendo sempre più attività delle aerostrutture e sviluppandone di completamente nuove altrove, stando alle stesse dichiarazioni dell’AD.

È necessario ricordare che come FIOM abbiamo sempre sostenuto che una joint venture con un fondo sovrano e che non prevede uno scambio di know-how dal punto di vista industriale, rappresenta solo una mera operazione finanziaria.
Negli anni, i vertici di Leonardo, anziché occuparsi di come diversificare le attività della BU Aerostrutture – facendo leva sulle altissime professionalità che ne fanno parte – hanno semplicemente gestito, male tra l’altro, il quotidiano, senza una visione lungimirante e di prospettiva dei progetti e prodotti del comparto civile all’interno della One Company.

Di questo ne è riprova il fatto che, nel corso di questi anni, ci sono stati solo annunci circa la diversificazione produttiva, per poi rimanere legati esclusivamente alla mono committenza del B787.

Leonardo SpA di fatto non vuole diversificare, vuole svendere.

Questa operazione conferma esattamente questo: fare “cassa” scaricando sulle lavoratrici ed i lavoratori della BU Aerostrutture tutte le incapacità manageriali accumulate negli anni. Pertanto, a seguito delle gravi dichiarazioni dell’AD – trattandosi di un’azienda a partecipazione pubblica -riteniamo doveroso aprire una discussione concreta con tutte le istituzioni Locali, Regionali ed anche con il coinvolgimento dei ministeri competenti, per evitare la svendita di un asset strategico come quello dell’aeronautica civile, oltre alla delocalizzazione delle attività produttive.

Continuiamo a sostenere che le lavoratrici ed i lavoratori del sito di Grottaglie, come tutti quelli della BU Aerostrutture, devono rimanere nel perimetro della Leonardo e metteremo in campo qualsiasi iniziativa necessaria al fine di evitare che decisioni aziendali possano compromettere il futuro di un intero territorio.

Il governo Meloni si assuma la responsabilità di fermare un’operazione meramente finanziaria che indebolisce il tessuto produttivo del nostro Paese a partire dalla possibilità di perdere un know-how verso un fondo sovrano.

Grottaglie, 26 febbraio 2026

SEGRETERIA E RSU FIOM Leonardo BU AEROSTRUTTURE

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