La Fiom-Cgil di Taranto accoglie con attenzione l’inaugurazione del nuovo capannone BLA/5 avvenuta l’8 giugno alla presenza del ministro Urso, un ampliamento che rappresenta un passaggio significativo nel percorso industriale di Vestas e nel futuro della produzione della pala V236. L’azienda ha programmato tre nuovi progetti e oltre 200 milioni di euro di investimenti tra contratti di sviluppo e PNRR, segnali che confermano un trend produttivo positivo e una prospettiva di crescita rilevante per il sito tarantino.
Proprio per questo, la Fiom-Cgil, attraverso il segretario generale Francesco Brigati e il provinciale Pasquale Caniglia, ritiene indispensabile che a un aumento della produzione corrisponda finalmente l’aumento di lavoro stabile e di qualità, condizione che oggi purtroppo non si registra. «Una fase così importante – sottolineano la Fiom territoriale e provinciale – deve essere accompagnata dalla stabilizzazione dei lavoratori attualmente impiegati in somministrazione così da superare i limiti contrattuali e normativi che regolano le assunzioni a tempo determinato».
Negli ultimi mesi, invece, il sindacato rileva un andamento opposto: scadenze contrattuali non rinnovate, mancati passaggi a tempo indeterminato anche dopo oltre venti mesi di lavoro in somministrazione, perdita di professionalità formate all’interno dello stabilimento. «Una situazione inaccettabile – denunciano Francesco Brigati e Pasquale Caniglia – che rischia di compromettere la stessa continuità produttiva delle pale eoliche e di indebolire un sito che dovrebbe essere strategico nella transizione energetica».
Per queste ragioni, la Fiom-Cgil ha richiesto un incontro urgente ai sensi dell’articolo 9 del vigente CCNL metalmeccanici, con l’obiettivo di monitorare l’andamento dell’occupazione, la struttura dei carichi di lavoro e le prospettive produttive, oltre a ottenere dati puntuali sulle tipologie contrattuali utilizzate.
«Gli investimenti ci sono, la produzione cresce, ma senza stabilità occupazionale non c’è futuro industriale. Vestas deve assumersi la responsabilità di trasformare questa fase di sviluppo in buona occupazione, perché Taranto non può essere solo un luogo di passaggio: deve essere un luogo di lavoro stabile, qualificato e rispettoso delle persone», concludono Brigati e Caniglia.
Francesco Brigati, segretario generale Fiom-Cgil Taranto
Pasquale Caniglia, segretario provinciale Fiom-Cgil Taranto
