In data odierna le scriventi organizzazioni sindacali insieme alle RSU di Fim, Fiom, Uilm e Usb, a seguito dell’ennesimo infortunio mortale, hanno deciso di occupare la Direzione Aziendale di Acciaierie d’Italia in AS in quanto la situazione all’interno dello stabilimento siderurgico è diventato insostenibile e la riprova sono i comunicati da parte dei rappresentanti della sicurezza che in questi mesi hanno costantemente denunciato una grave condizione in cui versano gli impianti. È quanto abbiamo riportato oggi alla Direzione Aziendale ed è ciò che riporteremo in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi previsto per il 5 marzo ’26.
Gli infortuni mortali di Loris e di Claudio sono tragedie che dovevano essere evitate, più volte abbiamo denunciato la situazione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni.
Lo stabilimento siderurgico necessita di interventi immediati sulla sicurezza che da tempo denunciamo e il governo deve ascoltare il grido di allarme dei lavoratori in merito anche all’assenza di risorse necessarie al fine di garantire la sicurezza degli stessi all’interno della fabbrica. Abbiamo scioperato, ci siamo mobilitati per chiedere un tavolo a Palazzo Chigi e rivendicare un intervento pubblico con il fine assicurare la messa in sicurezza e una prospettiva certa sul processo di transizione ecologica. Ad oggi non c’è stata nessuna risposta e il tavolo a Palazzo Chigi è stato convocato soltanto dopo la sentenza del Tribunale di Milano.
L’assenza di risorse finanziarie, l’utilizzo massiccio della cassa integrazione per i lavoratori delle manutenzioni, con percentuali che raggiungono in alcuni casi il 50/60%, sono il chiaro esempio di uno stabilimento al collasso.
Fim, Fiom, Uilm e Usb da tempo rivendicano l’urgenza di interventi di manutenzione strutturali e controlli più severi sugli impianti e sui processi produttivi.
Il governo deve porre fine ad una vertenza che si trascina ormai dal 26 luglio del 2012, data in cui furono sequestrati gli impianti dell’area a caldo. Non si può continuare a rinviare una discussione di merito sulla fase che attraversa lo stabilimento di Taranto e non possiamo continuare ad assistere ad incontri, in sede ministeriale, in cui si parla di assetti di marcia, di un fantomatico bando di vendita e non si discuta invece dei lavoratori che da anni subiscono scelte scellerate dei governi che si sono succeduti senza mai trovare una soluzione.
Bisogna mettere in sicurezza i lavoratori di Adi in AS, Ilva in AS e appalto!
Non servono più proclami ed il governo si deve assumere la responsabilità, di garantire che quella fabbrica non produca altri incidenti sul lavoro. L’attesa, i rinvii e la mancanza di scelte programmatiche per il futuro dei lavoratori ha prodotto soltanto una lenta agonia degli impianti.
Taranto, 3 marzo 2026
FIM – FIOM – UILM – USB
