Home senza categoriaTEMPO SCADUTO A TARANTO.
IL GOVERNO DISINNESCHI LA BOMBA SOCIALE

TEMPO SCADUTO A TARANTO.
IL GOVERNO DISINNESCHI LA BOMBA SOCIALE

by Fiom Taranto

Oggi si è riunito all’interno dello stabilimento ADI di Taranto il Consiglio di Fabbrica straordinario delle Segreterie e delle RSU di Fim, Fiom, Uilm e Usb a seguito della decisione assunta dalla Corte d’Appello di Milano, che ha rigettato l’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva, proposta da Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria e Ilva in Amministrazione Straordinaria, rispetto al decreto del 27 luglio scorso che dispone la fermatadell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro il termine fissato del 28ottobre. Il tempo è scaduto.

Il Governo convochi immediatamente un incontro a Palazzo Chigi.

Serve una risposta politica e industriale all’altezza della gravità della situazione. Chiediamo un intervento straordinario per Taranto per tutelare tutti i lavoratori, quelli di Acciaierie d’Italia in AS, di Ilva in AS e del’interoindotto.

Servono garanzie occupazionali, strumenti sociali adeguati, tutela delreddito e misure previdenziale ad hoc per i lavoratori, insieme a un piano concreto di reindustrializzazione per Taranto.

La decarbonizzazione e la transizione ecologica non possono diventare sinonimo di dismissione, perdita di posti di lavoro e desertificazione industriale. Taranto ha bisogno di un progetto industriale credibile, finanziato e vincolante, capace di tenere insieme salute, sicurezza, ambiente e lavoro.

Non accetteremo che il peso delle responsabilità delle istituzioni accumulate negli anni venga scaricato ancora una volta esclusivamente sui lavoratori, il Governo deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità a partire dal blocco dei licenziamenti dei lavoratori dell’appalto sulla quale pende una informativa di procedura di licenziamenti collettivi.

Per tali ragioni nella giornata di lunedì 14 settembre, presso la portinerie delle imprese, abbiamo indetto l’assemblea con i lavoratori dell’appaltoin cui saranno decise e metteremo in campo le iniziative di mobilitazioni al fine di impedire l’avvio di procedura di licenziamento collettivo.Inoltre, subito dopo l’incontro con il Governo a Palazzo Chigi, Fim, Fiom, Uilm e Usb convocheranno le assemblee con tutti i lavoratori per illustrare gli esiti del confronto, discutere e decidere insieme le prossime iniziative al fine di garantire un intervento straordinario che metta in sicurezza tutti i lavoratori.

Il rischio di una crisi sociale senza precedenti è concreto, le informative ele procedure di licenziamento nell’indotto hanno già coinvolto migliaia dilavoratori.

Infine, crediamo necessario ribadire per evitare inutili strumentalizzazioni chele nostre iniziative di mobilitazioni non saranno rivolte verso la decisione della Corte di Appello di Milano ma bensì verso tutti i governi che si sono succeduti in questi 14 anni sulla vertenza ex-Ilva e che hanno l’esclusiva responsabilità di quanto sta avvenendo in queste ore.Taranto assieme ai lavoratori non può essere lasciata sola.

Il Governo deve intervenire con strumenti straordinari per disinnescare labomba sociale e garantire una prospettiva industriale al territorio.

Il tempo è scaduto. Ora servono decisioni.

Segreterie – RSU FIM FIOM UILM USB Taranto

Potresti leggere anche

Questo sito fa uso di cookie per migliorare la tua esperienza. Se va bene clicca su Accetta. Accetto leggi di più!